di Ivo Albertucci
Dall 1° luglio 2025, in Svizzera è entrata in vigore una nuova normativa che impone alle aziende di dichiarare sull’etichetta se carne, latte e uova provengono da animali sottoposti a pratiche dolorose senza anestesia. Una svolta per la trasparenza alimentare e il benessere animale, con un periodo di transizione di due anni.
Nuove regole sulle etichette
Il Consiglio federale ha approvato una modifica all’Ordinanza sulle derrate alimentari e oggetti d’uso (LGV) e all’Ordinanza sull’informazione alimentare (LIV), introducendo un obbligo di dichiarazione per determinati prodotti di origine animale.
“In futuro, acquistando prodotti animali come carne, latte o uova, i consumatori avranno accesso a informazioni supplementari sul metodo di produzione – ha dichiarato il Consiglio federale – . Questo consentirà loro di determinare se questi alimenti sono stati ottenuti con procedure dolorose senza che gli animali siano stati preventivamente anestetizzati.
I prodotti interessati includono:
- Carne bovina da animali castrati o decornati senza anestesia
- Carne suina da animali castrati, caudectomizzati o con i denti spuntati senza anestesia
- Uova e carne da polli con becco tagliato senza sollievo dal dolore
- Latte da mucche decornate senza anestesia
- Cosce di rana ottenute senza anestesia
- Fegato e carne d’anatra e oca da alimentazione forzata
Anche foie gras e pellicce sotto la lente
Il foie gras, nonostante la pratica dell’alimentazione forzata sia vietata in Svizzera da oltre 40 anni, sarà soggetto a obbligo di etichettatura se importato. La produzione di foie gras prevede l’ingrasso forzato di anatre e oche fino a provocare lipidosi epatica, una condizione dolorosa per l’animale.
Allo stesso tempo, è stato deciso di vietare l’importazione di pellicce e prodotti in pelliccia ottenuti attraverso maltrattamenti sugli animali. Anche in questo caso, il divieto entrerà in vigore dal 1° luglio 2025, con due anni di transizione.
Thomas Pietsch, responsabile animali selvatici nei tessili per l’organizzazione Four Paws, ha commentato: “Il termine ‘crudele verso gli animali’ non è interpretato in modo coerente. Il divieto non include trappole particolarmente crudeli, progettate per uccidere all’istante ma che spesso falliscono, lasciando gli animali intrappolati a morire tra atroci sofferenze per giorni”.
Autoregolamentazione e trasparenza
Il nuovo obbligo riguarda tutti gli operatori del settore alimentare, inclusi ristoranti, produttori, startup e rivenditori. Le aziende dovranno verificare autonomamente se i loro prodotti ricadono nel campo di applicazione della normativa.
“Questi requisiti aumentano la trasparenza per i consumatori e consentono decisioni d’acquisto consapevoli”, ha sottolineato il Consiglio federale.
Un contesto internazionale in fermento
La Svizzera si inserisce in una tendenza globale crescente verso un’attenzione più rigorosa al benessere animale. In Germania, Aldi Süd ha recentemente riorganizzato l’esposizione delle carni fresche secondo criteri di benessere animale. In Asia, oltre 175 aziende hanno aggiornato le loro politiche di approvvigionamento in direzione di pratiche più etiche.
Nicky Amos, direttrice esecutiva del Business Benchmark on Farm Animal Welfare (BBFAW), ha ricordato: “C’è ancora molta strada da fare affinché il settore alimentare traduca consapevolezza e impegni in benefici tangibili per il benessere animale, mentre grandi numeri di animali da allevamento continuano a subire pratiche inumane come la reclusione forzata o mutilazioni di routine”.
Contraddizioni sulla “carne vegetale”
Nonostante l’apparente impegno per la trasparenza, il governo svizzero è stato recentemente criticato per ostacolare i produttori di alternative vegetali alla carne. Nel maggio 2025, il Tribunale federale ha annullato una decisione del 2022 che permetteva all’azienda vegana Planted di utilizzare denominazioni simili alla carne. Un mese prima, il centro di ricerca Agroscope aveva dichiarato che le etichette delle bevande vegetali potevano “confondere” i consumatori.
Una scelta che appare in contrasto con le stesse linee guida nutrizionali federali e con la crescente preferenza dei consumatori per alimenti etici e sostenibili.
Con le nuove norme, la Svizzera fa un passo avanti nella trasparenza alimentare, ma il percorso verso un sistema pienamente rispettoso degli animali resta lungo e irto di contraddizioni. La vera sfida sarà far seguire ai regolamenti un cambiamento reale nelle pratiche di allevamento e nei comportamenti d’acquisto.
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